mercoledì 16 maggio 2012

Intervista a Pier Aldo Vignazia

Oggi ho il piacere d'intervista ad un professionista delle vignette satiriche, sotto trovate tutte le domande gustatevi le risposte che sono davvero molto interessanti:


>Ci fai una breve presentazione di te.

Sono nato a Genova, sono stato insegnante di
lettere fino alla pensione. Dal 1986 ho
affiancato a questo lavoro l'attività di autore di satira, scritta e disegnata.

>Com’è nata la passione per le vignette satiriche?
Fin da ragazzo mi piaceva commentare con
storielle e vignette gli avvenimenti scolastici
per fare divertire i miei compagni, che ancora
oggi ricordano (e alcuni tengono nel cassetto...)
i miei disegni umoristici. Nel 1986, spinto dai
fatti di Chernobyl, realizzai alcune vignette per
un comitato antinucleare, che mi suggerì di
proporle al "Gazzettino". il giornale locale
della città dove al tempo vivevo, Belluno. Da lì cominciò l'avventura.


>Quale categoria è la  vittima preferita nelle tue vignette ?

La vittima, non "delle" mie vignette, ma "nelle"
mie vignette è la gente comune, siamo noi. Cerco
di attirare l'attenzione sugli effetti che hanno
la politica, l'economia, ecc, sulle persone
normali. Non mi piace dare pubblicità ai
politici, mettendoli in primo piano. Cerco di
lavorare con situazioni e personaggi "standard",
che danno molta importanza alla battuta. La mia
formazione è letteraria, non grafica; mi sento (e
sono) prima uno scrittore che un disegnatore. Ho
scritto vari libri e molti articoli per diversi
giornali. Quando lavoravo per il "Satyricon" di
"Repubblica", ad esempio, oltre che vignette realizzavo titoli e corsivi.


>Per disegnare le tue vignette utilizzi la matita e poi li passi a computer o
>direttamente con la tavoletta grafica ?

Generalmente utilizzo la matita per il tratto
bianco e nero, scannerizzo e poi termino il colore e il testo con il computer.


>Come vedi il lavoro di vignettista nel panorama italiano?

Oscuro. Sono uno dei pochi fortunati che, passata
la frenesia satirica degli anni a cavallo fra
l'80 e il '90, ha potuto continuare questa
attività, anche se non ho potuto ampliarla, come
mi sarebbe piaciuto. Le ragioni secondo me sono
varie: dal punto di vista economico, prima di
tutto la crisi della stampa, travolta dalla
televisione, che non solo toglie fondi, ma anche
centralizza la produzione, per cui o vivi a Roma
o Milano, o sei tagliato fuori. Dal punto di
vista sociale, la scarsa importanza che ha la
satira nell'interesse della gente comune. Un
"Canard enchainé", in Italia è impensabile. E
poi, abbiamo avuto per anni una politica che
superava qualunque satira: un'applicazione
perversa dell' "immaginazione al potere" del '68...


>Qual è la casa editrice che ti ha dato più soddisfazione?

Sinceramente, tutte mi hanno dato soddisfazione,
per vari motivi. Con "Famiglia Cristiana" ho un
rapporto solido, che dura da anni, ormai una
specie di simbiosi, con persone che mi seguono, e
mettono persino su "Facebook" le mie vignette;
cosí come l'ho con "L'Adige" di Trento, che
ospita una mia vignetta settimanale. Però non
posso dimenticare "Il Gazzettino", che per
primo  mi dette fiducia, né "Repubblica", che mi
aprì il mondo dei grandi giornali. Ma sempre,
anche se le vicende della vita ci hanno poi in
qualche modo separato ho avuto soddisfazioni: da
"Cuore", "Il Piccolo di Trieste", al "Il Corriere delle Alpi", eccetera.



>Chi è l'illustratore  o vignettista che stimi e ammiri ?

Ci sono molti vignettisti italiani che stimo e
ammiro, ma per me due sono quelli che considero
dei maestri: Altan e Massimo Bucchi, per la loro
capacità di andare oltre il contingente, oltre la
cronaca, e creare opere che possono essere
apprezzate anche a distanza di anni senza perdere
nulla della loro attualità. Sono creatori di "classici".
Fra gli stranieri, per la stessa ragione, Quino.


>Qual è la vignetta o la striscia che hai realizzato e che ti ha dato più
>soddisfazione?

Ricordo una battuta, che realizzai per una mostra
sull'intolleranza, in cui il personaggio, un uomo
di colore, diceva "Ci stiamo avviando /verso una società / multirazzista "

>Cosa consigli a chi vuole fare il vignettista?

Realmente, nell'Italia di oggi, non saprei. I
"posti" mi paiono tutti occupati e la situazione
molto cristallizzata. Se non cambiano le
condizioni economiche generali, la vedo grigia.
Un consiglio che credo valido in questo contesto
è cercare di essere più disegnatori che
battutisti (ossia il contrario di quello che sono
io...): il disegno è un linguaggio universale, la
battuta è strettamente legata all'idioma, e
l'italiano ha un mercato molto ristretto.


>Secondo te Internet cosa può offrire a chi vuole diventare disegnatore ?

Uso molto Internet per comunicare, ma
sinceramente non so come si usi per scopi
commerciali. Se per "diventare disegnatore" si
intende una cosa squisitamente tecnica, credo
che  i corsi on-line come quello che tu proponi siano un'ottima cosa.


>Quali sono i tuoi futuri progetti grafici ?

Come ho detto, il mondo della vignetta satirica è
oggi in Italia molto limitato. Al momento, per il
futuro sto puntando più sullo scrivere. Ho in
cantiere una traduzione in spagnolo di un mio
libro satirico sul tango argentino "Il tango è
una storia d'amore e non una rosa in bocca", che
in Italia ha raggiunto la seconda edizione, e ha
suscitato interesse nella stessa patria del tango, l'Argentina appunto.

Ringrazio  Pier Aldo Vignazia per la sua disponibilità personale e professionale grazie anche per la sincerità delle risposte.

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